Meteo Campania: break estivo anche sulla nostra regione. La parte Nord colpita da forti temporali. Tromba d’aria nel Beneventano

di Antonio Iannella

Più interessata la parte settentrionale della regione; fenomeni localizzati, temporanei e più deboli altrove. La cronaca e le previsioni per i prossimi giorni

Puntualmente si è concretizzata, nel corso di ieri, mercoledì 10 Luglio, l’annunciata svolta del tempo, anche sulla nostra regione. A dire il vero, una prima drastica rottura della stabilità e siccità, presenti da oltre un mese, è accorsa, seppure a incidenza settoriale, nella mattinata di martedì 9, quando un forte temporale innescatosi sul Matese si è espanso in maniera imprevista, andando a “sparare” letteralmente aria fredda in discesa dalla sua sommità, verso gli infuocati bassi strati del Centro Nord Beneventano.

Circostanza che ha incentivato moti convettivi a catena, spesso esasperati dal calore presente in basso, con creazione di fenomeni temporaleschi diffusi e in parte anche inattesi, uno particolarmente turbolento nell’area Calise, tra Pago Veiano, San Marco e San Giorgio la Molara, dove i bassi strati si presentavano particolarmente roventi.

A fianco,  gli effetti di una tromba d’aria, abbattutasi su quella parte di territorio beneventano. Foto inviata alla nostra redazione dall’amico Giovanni Virgilio di Molinara. Scatto che testimonia la veemenza del fenomeno con impatto piuttosto circoscritto sull’area, alcune decine di metri di larghezza per qualche centinaia di lunghezza, ma devastante. Una intera piantagione di Paulonie, con fusti variabili da 10/15, fino a 25 cm di diametro, è stata letteralmente distrutta dalla veemenza della turbolenza con piante spezzate e molte divelte.

La scia di devastazione lasciata al suolo, abbastanza circoscritta, depone per un evento di tipo tromba catalogabile con forza tra F0 e F1 e venti associati stimati tra 100 e 150 km/h.

Nel corso di ieri, invece, l’azione frontale più estesa, con innesco di temporali diffusi in particolare sul Centro Nord Beneventano, Nord Casertano e parte dell’Avellinese. Ancora una volta fiacca e circoscritta l’instabilità sul resto della regione, con eventi veloci e non particolarmente intensi.

Precipitazioni più forti e insistenti, nella giornata di ieri, mercoledì, sull’area Titerno, alto Tammaro, Fortore, pre-Fortore, Miscano. Quantitativi variabili da 15 a 30 mm, in qualche caso oltre, ma in buona parte acqua pulita, vera manna dal cielo per le colture. Solo in casi localizzati si sono verificati fenomeni con grandine, come nel Sudest Fortore tra area Norest Foiano, Nordest Montefalcone e verso il comune sui confini pugliesi di Roseto in Val fortore.

Da rilevare anche il drastico sbalzo termico. La temperatura, in seguito all’avvento della nuova massa d’aria, è calata di 7/8° mediamente, in qualche caso anche oltre. Nel primo mattino di oggi si sono avuti valori mediamente dai 15° delle colline interne ai 20/22° delle aree pianeggianti e costiere, a fronte dei 22/27° di qualche giorno fa. I valori sono previsti, naturalmente, in aumento di qualche grado via via verso le ore centrali e pomeridiane, ma massime in prevalenza non oltre i 30°, o solo in qualche caso sporadico sulle pianure a Ovest, ma spesso inferiori a 25° sulle colline.

Clima più mite-fresco per circa 7/8 giorni, con temperatura inizialmente in media o poco sotto poi, dal 15 al 17/18 Luglio, anche 2/4° sotto media. Le occasioni per altre piogge o temporali in questa settimana saranno:  una prima, domani pomeriggio, essenzialmente tra il Casertano, il Beneventano e l’Avellinese, localmente su Nordest Salernitano, rischio basso altrove; una seconda, nel corso di sabato e di più tra sabato sera, notte su domenica e nel corso di domenica mattina. Anche in queste occasioni più esposti i settori settentrionali e centro orientali in genere della regione, meno gli altri settori, seppure qualche fenomeno localizzato non è escluso anche altrove.

Prospettive di un miglioramento per dopo il 20, con aumento della temperatura verso valori nella norma e più estivi, ma eventuali rischi di temporali pomeridiani vanno messi sempre nel conto, specie nelle aree interne appenniniche.